27 gennaio, 2015

La leggenda del Monte della Luna

Questa leggenda è legata al Conte Manfredi della famiglia dei Montedoglio, che a partire dal XI secolo dominava l’area a cavallo tra Toscana e il Montefeltro. Il giovane conte, il fatto accadde a Badia Tedalda, uno dei suoi castelli della signoria, conobbe a una festa una ragazza di nome Rosalia, appartenente a una famiglia in vista. Era la figlia del podestà di Colcellalto, nel comune di Sestino.

La sua famiglia ostacolò quest’amore.


Il giovane ignorando i divieti della famiglia si recava spesso a Badia Tedalda per incontrarla. La giovane, profondamente innamorata lo informò di un segreto che solo lei conosceva e gli raccontò: “Nelle notti di luna piena, quando questa si appoggiava alla montagna (risalendo il Marecchia fino alla sorgente si arriva al monte Zucca, che fa parte del gruppo montuoso dell’Alpe della Luna) chiunque fosse riuscito a toccarla avrebbe avuto la possibilità di esaudire i suoi desideri, non solo, in quella montagna si nascondevano tesori immensi". La montagna però avrebbe ucciso chiunque avrebbe cercato di impossessarsene.

Entrambi, per fuggire alla famiglia e vivere insieme decisero di andare a cercare questo tesoro.


Quello che si seppe di loro è che entrambi sparirono. Sparirono nel nulla. La leggenda narra che nelle notti di luna piena si sente il rumore degli zoccoli dei loro cavalli e si riesce a vederli mentre protendono le mani al cielo per cercare di toccare la luna.

23 gennaio, 2015

Miti e santi: L'arca di San Giuliano

L’arca di San Giuliano a San Giuliano a Rimini

Nella chiesa dedicata al Santo si può ammirare un polittico dipinto da Bittino Da Faenza nel 1409 che narra la storia di San Giuliano.
 
Tutto ebbe inizio in Istria quando Giuliano a diciotto anni durante le persecuzioni di Decio, nella città di Flaviade, in Cilicia, nel III secolo d.C., si rifiutò di far sacrifici agli dei romani.

Messo in un sacco pieno di serpenti e sabbia fu gettato in mare. Il corpo, ritrovato nell’isola del Proconneso, nel Mar di Marmare, fu deposto in un sarcofago fu meta di pellegrinaggi. Per un disastro naturale l’arca cadde in mare e fu trasportata dalle correnti fino a Rimini, era il 963.



Il sarcofago si arginò nella sabbia e ogni tentativo di spostarlo fu vano. Grazie a due giovenche che lo trascinarono e alle preghiere dei fedeli e dei monaci che fu possibile portarlo fino all’attuale chiesa di San Giuliano di Rimini. Da allora fu venerato come martire cristiano. Nel punto dell’approdo sorse la sorgente della Sacramora. 

Miti e Santi: il corporale di Bagno di Romagna

Il corporale di Bagno di Romagna

A Bagno di Romagna agli inizi del XV secolo occorse un evento che coinvolse la cittadinanza, un corporale macchiato si sangue e un religioso scettico.

Bagno di Romagna è una cittadina termale che si trova nella valle del fiume Savio, nella provincia di Forlì - Cesena. Uno dei suoi monumenti più importanti è la basilica di Santa Maria Assunta, dove si trova il corporale della nostra storia.

Nel 1412 era priore della basilica padre Lazzaro, di origine veneta, il monaco camaldolese si trova a Bagno perché questa era un priorato dell’ordine fondato da san Romualdo.  Ogni volta che celebrava la Santa Messa, era assalito da un dubbio: “Nell’ostia e nel vino che simboleggiano l’Ultima Cena, c’è veramente il Cristo?”. Si trattava di un dubbio atroce per un monaco.

Così un giorno proprio dopo la consacrazione arrivò un segno dal cielo. Il vino nel calice si trasformò in sangue, iniziò a ribollire e si riversò sopra il corporale. Don Lazzaro vinto da un’estrema commozione chiamò tutti i presenti e mostrò il corporale di lino macchiato di sangue che tuttora conservato nella cappella del Sacro Cuore della basilica.

Il miracoloso evento si celebra il giorno del Corpus Domini.



22 gennaio, 2015

Carnevale 2014


Il Carnevale è una delle feste più belle dell'anno. 

Le domeniche di febbraio 2015 sono dedicate alle sfilate di carri allegorici, dei gruppi mascherati e delle maschere.



I carri allegorici sono realizzati in carta pesta, si tratta di grandi strutture dotate di movimenti meccanici e idraulici con impianti di illuminazione. Sui carri si sistemano le maschere, i clown e i gruppi folcloristici con i loro caratteristici costumi. 

Sono rappresentati i principali fatti della vita nazionale ed internazionale ma la sorpresa sono le caricature di uomini famosi nel campo della politica, della cultura e dello spettacolo. Ogni anno i carri sono una vera e propria sorpresa.

Il Carnevale è dedicato anche ai più piccoli che possono divertirsi con i Gonfiabili Giganti, i  Trucca Bimbi, i Giocolieri, sempre sotto l’occhio vigile degli animatori.

Non mancano le bancarelle di prodotti enogastronomico. Tutti possono degustare i prodotti locali e acquistare i prodotti tipici locali e regionali.  


Il gran finale è riservato a martedì grasso quando si saluta l’ultimo giorno del Carnevale con balli mascherati e tanta musica, tra giochi, coriandoli  e fuochi d’artificio.