Questa
leggenda è legata al Conte Manfredi della famiglia dei Montedoglio, che a
partire dal XI secolo dominava l’area a cavallo tra Toscana e il Montefeltro.
Il giovane conte, il fatto accadde a Badia Tedalda, uno dei suoi castelli della
signoria, conobbe a una festa una ragazza di nome Rosalia, appartenente a una
famiglia in vista. Era la figlia del podestà di Colcellalto, nel comune di
Sestino.
La
sua famiglia ostacolò quest’amore.
Il
giovane ignorando i divieti della famiglia si recava spesso a Badia Tedalda per
incontrarla. La giovane, profondamente innamorata lo informò di un segreto che
solo lei conosceva e gli raccontò: “Nelle notti di luna piena, quando questa si
appoggiava alla montagna (risalendo il Marecchia fino alla sorgente si arriva
al monte Zucca, che fa parte del gruppo montuoso dell’Alpe della Luna) chiunque
fosse riuscito a toccarla avrebbe avuto la possibilità di esaudire i suoi
desideri, non solo, in quella montagna si nascondevano tesori immensi". La
montagna però avrebbe ucciso chiunque avrebbe cercato di impossessarsene.
Entrambi,
per fuggire alla famiglia e vivere insieme decisero di andare a cercare questo
tesoro.
Quello
che si seppe di loro è che entrambi sparirono. Sparirono nel nulla. La leggenda
narra che nelle notti di luna piena si sente il rumore degli zoccoli dei loro
cavalli e si riesce a vederli mentre protendono le mani al cielo per cercare di
toccare la luna.




